Bilancio delle competenze: a cosa serve e come si fa

Come fare il bilancio delle competenze

Il bilancio delle competenze è un concetto di cui oggi si sente parlare sempre più spesso nel mondo del lavoro, delle risorse umane e dell’orientamento. Si tratta di uno strumento indispensabile per delineare efficacemente una mappa di tutte le conoscenze, le capacità e le abilità di una persona già inserita nel mondo del lavoro, oppure disoccupata ma che intende reinserirsi. Il bilancio delle competenze viene anche utilizzato dal mondo delle imprese per valutare le performance degli organici aziendali, entrando nella “cassetta degli attrezzi” come strumento di gestione organizzativa, indispensabile per incrementare la produttività.

Uno degli scopi principali del bilancio delle competenze è quello di mappare tutte le competenze del lavoratore al fine di inserirla o reinserirla nel mondo del lavoro, redigendo un documento estremamente complesso. Questa mappa può essere fatta in un momento qualsiasi della carriera. Nella fase iniziale è utile per avere una fotografia del punto di partenza. Nel corso della carriera serve per valutare il percorso di crescita. Questo documento, estremamente complesso ed articolato, si realizza mediante colloqui individuali e di gruppo, questionari, test ed autovalutazioni. Nel complesso, tutte queste attività, restituiscono una fotografia delle competenze complessivamente sviluppate dall’individuo.

LE COMPETENZE

Per comprendere come si fa un bilancio delle competenze è necessario definire il concetto di “competenza”. Quest’ultima si fonda su 3 fattori essenziali, quali:

  1. l’insieme delle conoscenze tecnico-pratiche di un individuo;
  2. le sue capacità;
  3. la sua motivazione a fare le cose e a perseguire degli obiettivi.

A cosa serve il bilancio delle competenze

Il bilancio serve, come abbiamo detto, a fare una fotografia delle capacità e abilità in un determinato momento della carriera di un lavoratore. Potremmo definire questa pratica come un check up professionale. È utile fare il bilancio delle competenze a inizio carriera, per inserirsi nel mondo del lavoro, quando è importante comprendere qual è la propria inclinazione personale, con la quale ambizioni e aspirazioni devono contemperarsi. Altrettanto utile è fare il bilancio delle competenze nel corso della carriera, per capire quali conoscenze e quali capacità sono state sviluppate.

Specialmente quando si è alla ricerca di un lavoro, è essenziale creare un progetto professionale che tenga in considerazione:

  • le proprie competenze
  • la formazione ricevuta
  • le proprie aspirazioni

Il bilancio delle competenze serve appunto ad elaborare un progetto nel quale tutti questi elementi essenziali e tratti caratteristici dell’individuo sono messi in evidenza. Grazie a questa valutazione, emerge l’eventuale “delta” fra le competenze richieste dal mercato del lavoro e quelle realmente possedute da un individuo. Dalla presa di coscienza di un eventuale gap di competenze si potrà, quindi, intraprendere un percorso di formazione per colmarlo. In tal senso, il bilancio delle competenze serve ad agevolare la ricerca di lavoro e a pianificare gli step necessari per il progetto professionale dell’individuo.

Come si fa un bilancio delle competenze?

Il bilancio delle competenze viene fatto da un formatore, da un esperto di orientamento professionale o da un coach. L’obiettivo di questi professionisti è quello di far emergere i tratti salienti della personalità dell’individuo, le sue aspirazioni e la sua motivazione nel raggiungere dei traguardi. Gli esperti, in una seconda fase, valutano la formazione complessiva e le abilità acquisite dalla persona. Si prendono in considerazione tutte le sue esperienze, sia lavorative che extra-lavorative, come esperienze di volontariato, hobbies, interessi sportivi e così via.

L’elaborazione del bilancio delle competenze viene svolta utilizzando una serie di quiz, test valutativi e colloqui. Dalla valutazione emergeranno:

  • i punti di forza e i punti di debolezza, sui quali si dovrà lavorare per ottenere dei miglioramenti
  • le attitudini della persona
  • gli interessi della persona
  • il grado di motivazione che la spinge ad agire o fare determinate scelte
  • le aree di apprendimento sulle quali è necessario agire per colmare dei deficit

Perché è importante fare un bilancio?

Il bilancio delle competenze ha assunto un’importanza sempre più grande. Nel mercato del lavoro moderno è richiesta una grande specializzazione e un’accentuata flessibilità.

Il mondo del lavoro è profondamente mutato nel corso dell’ultima decade. È diventato precario, mutevole, instabile e caratterizzato da lavori atipici creati dalla new economy. In molti casi è addirittura difficile dare anche un’adeguata regolamentazione, dal punto di vista legislativo, a determinate professioni. Per questo i lavoratori inseriti in questi contesti devono stabilire un percorso, delineare un progetto da seguire per il proprio sviluppo professionale.
Fare il bilancio è importante anche per avere accesso alla certificazione nazionale delle competenze espressamente prevista dal D.Lgs 13/2013.

È importante farlo perché il bilancio delle competenze restituisce una visione a 360° di un individuo, una panoramica completa e dettagliata con il preciso obiettivo di portarlo dal punto iniziale A, quello del checkup, al punto finale B che è quello del raggiungimento delle skills e delle competenze professionali desiderate. In mezzo c’è, e deve esserci, un percorso di crescita pianificato nei dettagli.

Quali sono i benefici che se ne traggono?

  • Consapevolezza di poter orientare, o ri-orientare, il proprio percorso professionale, dando valore alle competenze già acquisite
  • Analisi del proprio potenziale e valorizzazione delle qualità possedute
  • Presa di coscienza delle proprie competenze e valorizzazione del baglio di esperienza professionale
  • Consapevolezza dei deficit formativi e implementazione di adeguati piani formativi per colmarli
  • Definizione di un progetto di crescita professionale e delle relative azioni da mettere in campo per la sua attuazione

È importante sottolineare che il bilancio delle competenze non serve per capire cosa sa fare una persona, bensì per capire chi è questa persona. Vengono valutate soprattutto la sensibilità e i valori che si sono stratificati e consolidati nel corso del tempo. Questo è il motivo per cui, quando si fa un bilancio delle competenze, si prendono in considerazione anche una serie di aspetti di cui normalmente ci prendiamo poca cura ma che, in determinati contesti, possono davvero supportare efficacemente una crescita professionale.

Chi dovrebbe fare il bilancio delle competenze?

  1. Giovani alla ricerca del posto di lavoro. I giovani non hanno consapevolezza della propria identità professionale e non sono in grado di individuare le proprie inclinazioni. A causa dell’inesperienza tendono a non focalizzarsi sugli aspetti essenziali sui quali dover lavorare maggiormente per affrontare un mercato del lavoro instabile, fatto di precariato ma sempre estremamente competitivo. I ragazzi hanno la necessità di valutare le proprie competenze per definire un progetto che sia cucito a misura delle proprie capacità, sulla base delle poche conoscenze acquisite.
  2. Manager. Il bilancio delle competenze aiuta i manager a fare il punto della situazione delle esperienze professionali, delle abilità e delle skills acquisite. Con il check-up saranno in grado di definire un idoneo percorso per sviluppare quelle competenze manageriali come la comunicazione e la leadership, necessarie per ricoprire ruoli di responsabilità nella gestione di risorse e persone.
  3. Professionisti. Il bilancio delle competenze supporta i professionisti a delineare un progetto di crescita in ambito prettamente specialistico. In questo campo, devono essere possedute competenze quali il problem solving, la comunicazione, il project management e l’orientamento al risultato. Tutti questi aspetti costituiscono fattori essenziali per svolgere adeguatamente un lavoro specialistico.